IL SALTARELLO DI HOMER SIMPSON

homer

Gentile Professore (anche se, me lo lasci dire, gentile nel suo caso non è molto appropriato), probabilmente, anzi sicuramente, non è a conoscenza del fatto che ormai da qualche tempo a questa parte, almeno una volta a settimana, in casa nostra si apre un “siparietto” molto comico, in cui con molta ironia, mio figlio e i suoi compagni di scuola inscenano le sue lezioni di educazione fisica. Io sono un’assidua spettatrice e ormai sua indiscussa fan. La sua notorietà, mi dispiace dirglielo, non è data dalle sue prestazioni fisiche o abilità ginniche, ma dalle sue lezioni di tarantella e saltarello. Caro professore, dovrebbe però rivedere un attimino le coreografie. Danze come il saltarello, la tarantella, la pizzica sono espressione di energia e vitalità e lei me le mortifica con passi sul posto stile minuetto e con coreografie che sembrano più adatte ad un centro anziani con alta concentrazione di ottuagenari affetti da artriti e reumatismi!

Ho immaginato varie volte di venire a colloquio da lei, ma alla fine si sa, il prof. di educazione fisica è quello che spesso viene penalizzato, meno gettonato dai genitori, che preferiscono ammassarsi in fila per un colloquio con i prof. di matematica o lettere. Sarei comunque venuta, se non altro per soddisfare la mia curiosità e conoscerla di persona, ma in cuor mio avevo anche il timore che il colloquio potesse svolgersi in questo modo: “Buongiorno Prof., sono la mamma di… che mi dice di mio figlio?” la risposta rischiavo che fosse: “Mah, in effetti durante l’ultima lezione, sulle note di “Daje de tacco, daje de punta” suo figlio spesso si distraeva e non seguiva il ritmo, ho difficoltà ad esprimere una valutazione positiva nei suoi confronti…”
Come madre mi sarei sentita un po’ umiliata e tornata a casa avrei dovuto prendere da parte mio figlio e dirgli “Da oggi, il pomeriggio lo dedichiamo a ripetere i passi della tarantella napoletana, mi dispiace, non vedo alternative.”
Ma vede, io mi sono cimentata davvero poco nelle danze popolari e non sarei di grande aiuto.

Nel mio immaginario non riesco a figurarmela stile Yuri Chechi, direi a causa di altri aneddoti che mi vengono narrati, sicuramente la immagino più vicino al personaggio di Homer Simpson. E’ pur vero che i ragazzi hanno la tendenza ad esagerare nell’imitare e nel mettere in risalto difetti e vizi dei professori, d’altra parte chi di noi durante le cene con gli ex compagni di classe non ha tirato fuori anche anni dopo la fine del liceo imitazioni esilaranti di alcuni professori?!
Però devo sinceramente dirle che ritengo leggermente disgustosa l’altra attività che richiede durante le lezioni ai suoi alunni. Quella di inviarli a ravanare nella spazzatura del cortile alla ricerca di una bottiglietta di plastica usata per non spendere i pochi centesimi al distributore delle bibite, beh mi fa un po’ schifo. I ragazzi trovano queste sue stravaganze molto divertenti, la fanno davvero somigliare molto ad uno di quei personaggi di sit-com americane che loro seguono e dove avvengono schifezze varie. Ma io appartengo ad altra generazione, forse sono anche leggermente schifiltosa e a meno che non mi trovi in stato di reale e impellente necessità (ora ho difficoltà a farmene venire in mente una credibile), non ho l’abitudine di rovistare nei cestini dei colleghi. Ma che dire, probabilmente mi sfugge qualcosa.
Inoltre il fatto che impieghi i suoi alunni nella compilazione del registro di classe, avvalendosi della scusa della menomazione della falange del pollice destro, mentre lei trascorre parte dell’ora di lezione a rollare tabacco, beh…la mia mancanza di compassione nei suoi confronti dipenderà dalla mia scarsa sensibilità. Non riesco ad immaginare cosa possa uscire da quei registri durante i consigli di classe. Eppure la rassicuro, i suoi alunni le sono molto affezionati e non la sostituirebbero con un altro professore. Neanche con una delle sue colleghe a cui, durante la lezione che svolgono nella palestra attigua, a causa del tono di voce che usano per dare indicazioni su come fare piegamenti, rotazioni delle braccia, saltelli (a che serviranno in effetti?!) lei invia richiami del tipo “A stronza, e abbassa la voce!”.
Detto questo, non trovo molto educativi i suoi metodi, ma non riesce ad essermi antipatico, forse perché l’associo a Homer Simpson o perché se lei venisse sostituito verrebbero a mancare i quadretti settimanali che mi fanno comunque ridere.
Non so cosa ne pensino gli altri genitori, ma d’altra parte per scelta non aderisco a nessun gruppo d’ascolto e di preghiera e quindi neanche ai gruppi che piacciono tanto agli altri genitori su whatsapp o facebook.
Ho saputo che accompagnerà una terza a Berlino. Spero non siano i ragazzi a doverle rammentare che i bagagli a mano vengono ispezionati prima della partenza, quindi faccia la cortesia, eviti di fargli fare figure di merda e tolga materiale compromettente dallo zaino, se ne ha.
Le porgo i miei saluti, sperando che alcuni dei miei suggerimenti le giungano e decida di rivedere le coreografie dei suoi balletti.

p.s. Tutti i fatti narrati e i personaggi sono di pura fantasia.

 

 

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Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
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8 risposte a IL SALTARELLO DI HOMER SIMPSON

  1. nuvolesparsetraledita ha detto:

    Si, ne conosco anch’io insegnanti così… Pittoreschi ed amati dai loro alunni… Bellissimo! 😃

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  2. gsb83 ha detto:

    Ahaha… Tuo figlio è fortunato! Quando andavo a scuola il prof di educazione fisica ci faceva correre intorno alla palestra x 1 ora… Stile criceti sulla ruota!

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  3. sallychef ha detto:

    deliziosa descrizione, mi ricorda il mio istruttore di nuoto 😀 😀 😀 se davvero esiste questo personaggio io pagherei per assitere alla sua lezione 😀
    Hai un grande senso dell’umorismo e dell’ironia, non smettere di scrivere.
    besos
    Sally

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