PERCHE’ QUESTO BLOG?!

PUNTO INTERROGATIVO

Perché un blog?

In questi giorni ho avuto necessità di riflettere sul senso del mio essere qui.
L’input è scattato quando un blogger mi ha chiesto se non mi infastidiva rispondere ad alcune domande che desiderava farmi. Le ha chiamate “curiosità”, ma l’estrema delicatezza con cui le ha presentate mi ha dato l’opportunità di parlare con lui apertamente di me e della necessità che mi ha indotta a decidere di aprire un blog. Parlarne ha suscitato tante nuove emozioni, e riflessioni.

Perché sono qui?
Ho avuto bisogno di rifletterci, mi sono sentita inadeguata e fuori luogo. L’intento con cui il blog è nato era quello di creare una finestra a cui potesse accedere chi, come me, stava vivendo un momento di disagio, di incapacità di accettazione. Ma poi, come nella vita reale, la strada che si è delineata è stata diversa da quella che avevo immaginato.
Mi sono chiesta se effettivamente avesse un senso continuare.
Ho avvertito nelle risposte che avevo dato la rabbia che pensavo di aver superato e che ancora non mi consente di riuscire a giocare con me stessa, con la nuova me, come vorrei essere in grado di fare. Ma forse sono troppo severa nei miei confronti, credo ci voglia del tempo per adeguarmi con leggerezza ad una situazione inaspettata e non propriamente piacevole. Rileggendo quello che avevo scritto mi ha anche permesso di individuare una carica di ironia che mi appartiene e che in alcuni momenti mi consente di sorridere di fronte a episodi e gaffe involontarie.

Ho messo giù questi pensieri perché nel frattempo sono sparita e vorrei rassicurare chi mi ha scritto, e spero lo sappia senza dover leggere questo post, che parlare con lui mi ha fatto bene. Vorrei inoltre ringraziare Nuvola per avermi citata con un premio, un gioco che permette di segnalare i blogger di recente acquisizione. Ma la mia presenza discontinua mi fa dire con estrema sincerità che mi sembra una citazione immeritata. In ogni caso grazie, mi ha fatto piacere.

Se tornassi indietro e mi chiedessero “Cosa vuoi fare da grande?” risponderei senza esitazione “Il clown”. Mi piace la sua capacità mimica, l’espressività del corpo e del volto, l’arte di camuffarsi con abiti deformi e colorati, le parrucche pazze (che nel mio caso andrebbero a cecio, come se dice a Roma) e quell’ironia un po’ cattiva che però scatena sempre una risata. Ma forse non è necessario arrivare a tanto; magari se riuscissi a liberare l’ironia nel raccontarmi, potrei imparare a giocare lo stesso… magari giocherei anche un po’ di più con la mia immagine e allenterei la tensione…  e magari non avrei rinunciato al trekking di domani per il troppo vento: non sono poi così clown da rincorrere la parrucca lungo il sentiero nel caso voli via.

Buona serata.

Slava+Snowshow+Media+Call+F3Re8c_KcHgl

 

 

 

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Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
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8 risposte a PERCHE’ QUESTO BLOG?!

  1. sguardiepercorsi ha detto:

    Comunque, brava! La gita in montagna sarà per la prossima volta, ma tu hai un sacco di risorse per far fronte alla tua situazione. Ti leggo sempre con piacere, trovo autenticità nelle tue parole… La tua testimonianza è preziosa, comprese le difficoltà e le fatiche di tutti i passaggi che attraversi.
    Un abbraccio!
    Chiara

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    • lacantatricecalva ha detto:

      Carissima Chiara, da piccola avrei voluto, come tutte le bambine, fare danza. Mio padre decise di iscrivermi ad atletica leggera. L’istruttore inventava per noi bambini dei percorsi ad ostacoli. Dovevamo fare il percorso superando la prova con una capriola, il quadro svedese, salire la fune, saltare la cavallina, un percorso di velocità facendo slalom tra i birilli. Io ero timidissima e li affrontavo con l’ansia di non essere capace, soprattutto guardando gli altri che sgomitavano per essere velocissimi e dimostrare quanto fossero bravi. Ma lui mi incoraggiava sempre. C’erano ostacoli che superavo meglio e altri che richiedevano più impegno. Alla fine ero diventata brava anch’io. I suoi incitamenti mi hanno sempre aiutata. La vita penso sia qualcosa di simile. Un percorso a ostacoli. Alcuni più facili da superare, altri un po’ meno. L’importante è provare e alla fine anche quelli più difficili si trova il modo di superarli o renderli meno gravosi. Un abbraccio, buona giornata. Lo

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Scrivi molto bene, dai modo di partecipare e condividere le tue emozioni e i tuoi pensieri.
    Sei sincera e hai il coraggio di manifestare e nel contempo di guardarti.
    Virtù rare.

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    < Ho letto la tua risposta (danza-atletica leggera) con molto interesse e la considero un tassello per me di conoscenza della vita da aggiungere al mosaico che ognuno di noi va componendo, avanzando negli anni.
    Come sempre accade, il destino gioca anche la sua buona parte e tu hai avuto la fortuna di un istruttore che non ti ha emarginata, subito scartata (implicitamente umiliata-disprezzata), come poteva anche accadere e accade. Nel contempo, però, vero altrettanto che in te c'erano tutti gli ingredienti che aspettavano solo la giusta scintilla per uscire e riuscire.
    Case-history che offre spunti di riflessione 🙂

    < Abbiamo bisogno tutti di incoraggiamento, anche la persona più fortunata, perchè siamo noi a sapere che è fortunata, ma la persona non lo sa! 🙂
    Spero vivamente di riuscire sempre a far sorridere, e a questo proposito il grazie va a te.

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    • lacantatricecalva ha detto:

      Caro amico, i tuoi scritti porteranno sempre un sorriso, anche le favole per bambini trasudano della tua ironia e loro sono i più sensibili nel recepirla, basta non reprimerla e giudicarla con le nostre considerazioni da adulti. Tutto scorrerebbe con molta più allegria nella vita.

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  4. Troppo severa sì. Estremamente sincera lo vedremo, per esempio rimandando al mittente una catena anche se arriva da una persona a cui tieni. Sbaglio di tanto?

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