GIORNO DELLA MEMORIA – PER NON DIMENTICARE MAI

mani-anziano

Mio nonno era sopravvissuto ai campi di lavoro in Germania, rientrato in Italia quando ormai tutti pensavano fosse morto e nessuno sapeva quale fosse stato il suo destino.
Aveva una fame atavica e lo sguardo carico di pensieri. Era sopravvissuto a qualcosa che non riusciva a dimenticare, ma che non voleva raccontare. L’unica cosa che raccontava a noi nipoti, giustificando il suo appetito, era che quando arrivarono gli americani, trovò un sacco di patate che mangiò crude e ciò non fece che peggiorare il suo fisico, debilitato dalle privazioni.

All’epoca non capii l’importanza di farmi carico dei suoi ricordi, certa che la memoria venisse preservata senza dover sottoporre lui all’ulteriore tortura di dover raccontare ciò che faticosamente ha sempre cercato di dimenticare. Oggi ho la certezza che si abbia l’obbligo morale di raccogliere le testimonianze di chi è sopravvissuto a tali atrocità, perché non si dimentichi mai.
Solo quando ormai era molto anziano dalle sue labbra uscivano parole smozzicate, che ringoiava con reticenza e umiltà, quali “bambini, fame, umiliazione, freddo, sputi, morti …”.
So che la reticenza nell’esprimere il dolore era dovuta al fatto che lui era sopravvissuto e tanti altri no.
Quando, malato di Alzheimer, la sua mente ha cominciato a vacillare, sono cadute le barriere che si era così lungamente imposto. I filtri alla sofferenza  sono venuti meno e gli episodi vissuti sono ripiombati nella sua mente nitidi e reali.

Così una notte è fuggito dalla sua casa in Umbria, in pigiama. Quando mio padre e mia madre hanno avuto la percezione nel sonno che qualcosa fosse accaduto, hanno trovato il suo letto vuoto e hanno iniziato a cercarlo. Dopo qualche ora, quando ormai la ricerca era risultata vana, si sono diretti alla stazione dei carabinieri per denunciarne la scomparsa e lì hanno trovato mio nonno, avvolto in un plaid con una tazza fumante in mano. Graffi in volto e sulle braccia.

Aveva raccontato di essere fuggito dal campo, nel buio e con la paura che le guardie potessero inseguirlo. Si era gettato tra i rovi del bosco, scivolando lungo la scarpata, con il cuore in gola, la paura dei latrati dei cani, non sapendo bene dove andare, ma con la sola convinzione di dover fuggire il più lontano possibile da quell’inferno che si era lasciato alle spalle. Aveva perso l’orientamento, aveva freddo, ma al freddo c’era abituato. Fino a quando non aveva visto l’insegna dei carabinieri e la bandiera italiana e aveva deciso di essere finalmente arrivato a destinazione e lì aveva chiesto ricovero.
A volte confondeva le persone e nella testa riemergevano volti che aveva voluto dimenticare, con tanta determinazione, con l’istinto di sopravvivenza, per continuare a vivere nonostante il peso che aveva sul cuore.

Oggi è il giorno della memoria e io Arturo ti ricordo.

 

 

 

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Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
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2 risposte a GIORNO DELLA MEMORIA – PER NON DIMENTICARE MAI

  1. Pendolante ha detto:

    Grazie di questo tuo ricordo e del suo.

    Mi piace

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