I PENSIERI INTELLIGENTI SONO GIA’ STATI PENSATI

biscottodellafortuna

 

Qualche giorno fa è apparso un articolo su vari quotidiani, che ha scosso il mio senso di rassegnazione “Uno studio dimostra che alcune molecole del sangue possono stimolare le staminali del bulbo capillifero”.
Ho letto l’articolo. Si tratta di una terapia non propriamente nuova, che stanno sperimentando già da qualche anno e che mi era stata proposta come ultimo, innovativo tentativo per vedere se riuscisse a dare qualche risultato.
Quando la dermatologa, che mi aveva in cura me la propose, era già da quasi un anno che mi sottoponevo al “calvario” delle sperimentazioni. L’ennesimo tentativo per risolvere una situazione, che ormai mi appariva irrisolvibile, mi fece gettare la spugna. Ero molto stanca. Ormai erano mesi che spendevo diversi giorni alla settimana tra dermatologi, analisi, psicologa. Ho avvertito profondamente il senso di inutilità e mi sono detta basta, non ne posso più. Tanto i capelli con le varie terapie a cui mi sottoponevo crescevano e puntualmente ricadevano.
Soprattutto quello con cui stavo combattendo in quel momento era l’incapacità di accettare me stessa e ogni disillusione non faceva che aumentare il senso di disistima e inadeguatezza. Non a caso ho deciso di aprire il blog. Speravo di confrontarmi con altre persone, che volessero uscire allo scoperto e parlarne con leggerezza, senza i filtri delle varie associazioni create ad hoc, che somigliano molto di più al muro del pianto e inducono alla depressione. Ma questa è una mia personalissima opinione.
Ciò in ogni caso non è accaduto, ho però cominciato a scrivere e a parlare di alopecia sempre meno.
Comunque il pensiero c’è, le difficoltà nella vita di relazione con il prossimo anche, voi che leggete questo blog ne siete a conoscenza,  ma paradossalmente molti che mi frequentano quotidianamente no.
Sebbene da quello che avessi letto, avevo già capito che grosse speranze per la mia patologia non ce ne fossero, mi sono detta che forse un giorno mi sarei pentita se non avessi almeno tentato. Ho telefonato al centralino dell’ospedale e l’appuntamento mi è stato dato pochi giorni dopo, proprio con il medico che sta sperimentando la nuova terapia. Che culo direte! Me lo sono detta anch’io, non potevo rinunciare a quest’incontro.
In un tardo pomeriggio della scorsa settimana, mi sono presentata all’appuntamento con tutte le riserve mentali necessari per affrontare l’ennesima delusione.
Prima di me c’era in attesa un ragazzo, piuttosto giovane, con un lieve accenno di calvizie. Poco dopo è uscito il medico, che si è presentato e si è scusato per il ritardo (lievissimo), che avrebbe protratto l’attesa.
Ciò ovviamente mi ha ben predisposta nei suoi confronti, era in assoluto la prima volta che un medico venisse personalmente a scusarsi per un lieve ritardo sull’orario previsto. In un ospedale pubblico poi!
Quando è stato il mio turno ho apprezzato enormemente la sua affabilità e la sua capacità empatica. Ancor di più ho apprezzato la sua onestà nel dirmi che nel caso di alopecia areata, purtroppo, la terapia non sta dando risultati. Quindi non se la sentiva di suggerirmela, dati anche i costi. Ha trascorso molto tempo cercando sul suo portatile i risultati delle ricerche condotte anche da equipe mediche di altri paesi. Ma come sospettavo, per me attualmente, novità serie e concrete non ce ne sono. Avrei dovuto decidere io con la consapevolezza degli scarsi risultati che si sarebbero potuti ottenere. Metteva a mia disposizione la sua competenza; di più non poteva fare perché attualmente costituisco bel materiale di studio, ma la sperimentazione è ferma per mancanza di fondi, quindi non rientravo nella possibilità di nessuno studio clinico. Insomma una cavia, che dovrebbe pagare per fare la cavia. “Chissà, da qui ad un anno, riprendendo gli studi magari … nel frattempo ci pensi, se se la sente e vuole comunque provare … non avrebbe nulla da perdere …” a parte soldi e non pochi, aggiungo io.
Cordiale stretta di mano e mentre sto uscendo mi dice “Ci sarebbe però una collega, che non esercita a Roma, ma è una delle migliori nel campo. Le posso suggerire il suo nome, provi a sentire anche lei, si confronti con un altro medico, credo sia giusto”.
Sono uscita dopo più di un’ora neanche troppo delusa. Diciamo che la delusione era messa in conto.
Il giorno dopo, però, ho cercato su internet informazioni relative al medico suggeritomi. Molte pubblicazioni, esercita tra gli Stati Uniti e l’Italia, professore associato dell’università di Bologna. Molte indicazioni rilevate da siti con scambi di opinioni tra sfigati miei pari e tante raccomandazioni sulla parcella che veniva indicata come decisamente salata.
Telefono.”Tanto anche stavolta”mi dico, “che ci perdo?”.
Dopo qualche squillo al cellulare indicato sul sito, risponde una voce di donna e subito mi precisa che è la segretaria e che sta raccogliendo gli appuntamenti “Perché, come lei saprà (no non lo so!), la professoressa viene in Italia solo ogni due mesi e gennaio è già tutto occupato, ma si fermerà fino al 6 febbraio” e inizia a sciorinarmi date e orari. Le spiego che non sono residente a Bologna e che per il momento volevo solo delle informazioni, che dovrei organizzarmi al lavoro e prendere un giorno di ferie e che quindi dovrò richiamare per confermare in base ai giorni e agli orari indicatomi. In ogni caso avrei gradito conoscere la parcella per il consulto. L’informazione mi viene fornita, ma la solerte segretaria ci tiene a precisare che se il problema fosse il giorno di ferie mi sarebbe stato fornito un giustificativo per il datore di lavoro. Di rimando spiego che sono ormai anni che il mio contratto non prevede che io possa usufruire di permessi per visite mediche e che quindi dovrei in ogni caso prendere un giorno di ferie, ma quello sarebbe stato il problema minore, mi interessava più il costo. A quel punto, vista la mia insistenza, non può fare a meno di rendermi edotta della parcella, che equivale a ben € 420,00! Sto per dire caz…. dico “Cavolo! Però, bella cifretta!”.
Lei non si scompone, d’altra parte, come mi aveva già annunciato, vengono da tutta Europa per un consulto con lei!

Nonostante le risposte già le avessi, ieri sera mi sentivo un po’ giù di corda. Mio figlio allora mi propone una cena al ristorante cinese. L’idea di una cenetta intima con lui mi pare una buona soluzione per uscire dalla tristezza che mi ha colta. Decido di affogare i brutti pensieri negli involtini primavera, ravioli al vapore, spaghetti di soia alle verdure e manzo caramellato.
Quando usciamo lui chiede i biscotti della fortuna. Mangio avidamente il mio, cercando di non ingoiare anche il minuscolo pezzettino di carta nascosto nel biscotto. Lo trovo e già sorrido all’idea dell’incomprensibile messaggio che leggerò, visto che le traduzioni lasciano molto a desiderare. Invece leggo “Il medico cura, ma la natura guarisce”. Io e mio figlio ci guardiamo e sorridiamo. Ma sì, confidiamo nella natura, visto che di alopecia areata totale pare che a parte lei, non ci capisca nulla nessuno.

 

 

 

 

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Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
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12 risposte a I PENSIERI INTELLIGENTI SONO GIA’ STATI PENSATI

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Dopo avere letto questo tuo post, non ho potuto evitare di riflettere su tante cose. Per comprensibili ragioni, e discrezione, mi limito alla mia riflessione, se vuoi, più banale e superficiale: hai saputo esporre situazioni e persone e sentimenti in modo esemplare.

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    • lacantatricecalva ha detto:

      Carissimo Guido, la mia malattia, a parte il trauma iniziale, non è dolorosa e ti consente di condurre una vita normale. Ho raccontato la mia esperienza con la consapevolezza quindi, che posso permettermi di scegliere, cosa che ad altri non è dato fare. In alcuni casi è necessario tentare l’ultima spiaggia, perché a volte il dolore fisico stesso non ti lascia molta scelta. Ecco io posso scegliere, anche di disdegnare della mia attenzione il medico che, secondo me, chiede una cifra improponibile, tra l’altro senza certezze alcune sui risultati, sui costi futuri e sui tempi. In molti casi no. E’ pur vero che se un idraulico ti chiede € 100,00 per cambiare un rubinetto, perché un medico, che per raggiungere le sue competenze ha dovuto fare un percorso ben diverso, non dovrebbe chiederti 4 volte tanto? Trovo sia comunque amorale, ma con certezza ti dico che se la mia situazione la stesse vivendo mio figlio avrei preso quell’appuntamento, senza troppi “ma”, “forse”, e senza chiedermi quanto fosse giusto o meno. L’amoralità trovo sia proprio in questo. Ti ringrazio e ti abbraccio caramente.

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  2. I tuoi post sono sempre delicatamente profondi. Non so se riesco a spiegarmi… con una delicatezza che ti contraddistingue lasci sempre che il tuo sassolino disegni sulla superficie dell’acqua tanti cerchi….ancora e ancora….

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  3. Topper ha detto:

    Tra le altre cose, di te apprezzo la forza, la trasparenza e la sensibilità con cui ti racconti. Non è da tutti.

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  4. Pendolante ha detto:

    Ha ragione Topper. Non è da tutti. Nemmeno 420 euro di parcella sono “da tutti”, ma da vergogna sì.

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  5. sallychef ha detto:

    Non sentirti mai fragile, non lo sei! 😀
    besos che non costano!
    Sally

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