ARTICOLO 2 – CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA

ARTICOLO 2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia: diritti-bambini-2 (1)

Ogni bambino ha i diritti elencati nella Convenzione; non ha importanza chi è, né chi sono i suoi genitori, non ha importanza il colore della pelle, né il sesso, né la religione, non ha importanza che lingua parla, né se è un disabile, né  se è ricco o povero.

Lui era lì tutti i giorni a presidiare quel pezzo di marciapiede tra l’ufficio postale e il supermercato. Impiegava la sua energia correndo da un lato all’altro del marciapiede, unico spazio concessogli  sotto lo sguardo vigile della sua sorvegliante. La sua presenza era “necessaria”,  perché un bambino non lascia mai indifferenti, soprattutto se ha un sorriso accattivante e due occhi furbi e pieni di curiosità. Un bambino smuove sentimenti come la compassione.
Il suo orario era più lungo e noioso del mio. Quando uscivo dall’ufficio lui era ancora là, col suo faccino a scrutare i volti dei passanti.
La postazione scelta non era casuale. Vi era un passaggio continuo. Tante persone affannate a svolgere commissioni tra l’ufficio postale e il supermercato. Tanti adulti a cui tendere la mano, sfoderare un sorriso e ripetere le frasi di rito imparate a memoria in uno stentato italiano. A volte l’indifferenza dell’adulto si scioglieva in un accenno di sorriso o uno sbuffo infastidito o semplicemente uno scuotimento del capo, come a dire “siamo alle solite”. Altre volte si trasformava in un dolcetto comprato al supermercato, una moneta che scivolava nella manina aperta o un giocattolo, rimediato tra quelli ormai superflui e che risultavano ingombranti in casa.
Cosicché, poteva accadere, che arrivava una biciclettina rossa, quasi nuova, e la giornata assumeva tutta un’altra dimensione. Si poteva sognare che il marciapiede fosse una meravigliosa pista su cui pedalare e pedalare e pedalare…
I bambini scatenano sentimenti buoni e al di là dei nostri principi e delle nostre fermezze a volte ci lasciamo comunque andare, senza riflettere su quali potrebbero essere le conseguenze del nostro gesto. Allora dolcetti, abiti dismessi, ma ancora buoni, monetine, giocattoli  … E tutto ciò non cambia la situazione, mai, anzi la incancrenisce e non lascia scampo a colui che è condannato ad andare su e giù per quel marciapiede, senza poter mai interrompere la monotonia di tante giornate tutte uguali.
Tutto ciò avveniva sotto lo sguardo indifferente delle istituzioni, quelle stesse che dovrebbero applicare la legge, ma ormai è abbastanza evidente che la legge non è uguale per tutti.
Lui non sapeva che nessuno lo avrebbe mai riscattato dell’infanzia perduta. A lui nessuno racconterà mai, che sarebbe potuto andare a scuola come tutti gli altri bambini a giocare, ad imparare a scrivere e leggere. Nessuno gli dirà mai, che le istituzioni non hanno saputo fare nulla per lui, che le denunce non sono valse, che chi cercava con il cuore in gola di passare indifferente davanti alla sua insistenza e ai suoi sorrisi si è sentito impotente e pieno di rabbia. A lui tutto questo, quando sarà in grado di capire, non interesserà più e sapere o non sapere che esiste una convenzione sui diritti dell’infanzia non gli avrebbe comunque cambiato nulla. Gli adulti che avrebbe potuto e dovuto rivendicare i suoi diritti sono rimasti a guardare indifferenti e se non si fossero solo impastati la bocca di quei 54 articoli enunciati nella convenzione, ma avessero avuto la forza e il coraggio di applicarli davvero, allora sì che forse la pista su cui spingere quei maledetti pedali, sarebbe potuta diventare una strada lunga, con mete diverse.

bambino-in-bici-

Annunci

Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
Questa voce è stata pubblicata in Emozioni, sorprese, suggestioni e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a ARTICOLO 2 – CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA

  1. Pendolante ha detto:

    Non sono servite le denunce? Nessuno veramente, a seguito di denuncia, se n’è occupato?

    Mi piace

    • lacantatricecalva ha detto:

      L’iter è piuttosto complesso. Abbiamo fatto delle segnalazioni al comando dei vigili urbani. Ma la segnalazione, da quello che ci hanno risposto, avremmo dovuto farla agli assistenti sociali. La polizia può intervenire solo se ci sono segnalazioni di violenza o abuso. Insomma, perché se la situazione è sotto gli occhi di tutti occorrono tante carte bollate. Non è già una violenza il fatto che un bambino sia buttato lì sul marciapiede tutto il giorno, tutti i giorni? E se è nell’età scolare, la segnalazione non dovrebbe avvenire d’ufficio? Questo rimbalzo di responsabilità ti lascia un senso profondo di scoramento. Il risultato è che se fai troppe domande o dimostri troppo interesse, dopo un po’ cambiano semplicemente posto o il bambino per qualche tempo sparisce e ti dicono “E’ tornato in Romania”.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...