THE TRUMAN SHOW – SEQUENZA DI UN’ABITUDINE MATTUTINA

 

The Truman show

 

La mattina esco quasi sempre alla stessa ora per andare al lavoro. Non è solo questione di abitudine, ma necessità. Tutto sincronizzato per riuscire a prendere le due linee della metropolitana e raggiungere in orario la navetta aziendale che mi conduce al posto di lavoro. Se non giungessi puntuale all’appuntamento con la navetta, l’alternativa sarebbe un autobus periferico con orari improbabili. Ciò è cadenzato anche da incontri con persone, che a loro insaputa, rientrano nello svolgersi di un cliché mattutino, in cui  la loro presenza diventa quasi necessaria,  per definire se si è in orario sulla tabella di marcia.

La prima persona che incontro è la signora della tabaccheria,  sita a pochi metri dal portone di casa. Le nostre strade si incrociano mentre attraversiamo le strisce pedonali.
Subito dopo vi è il signore con un barboncino bianco, poi il camion della nettezza urbana, che a onor del vero non sempre è puntuale,  fino a raggiungere il marciapiede successivo dove, all’altezza di una scritta sul muro nel pieno stile Moccia “Sopra di noi l’oceano…”, sopraggiunge un ragazzo, che procede a passo veloce,  nel senso inverso al mio.
Più avanti vi è un negozio di alimentari, proprio all’angolo. A volte con il proprietario non siamo ben sincronizzati,  perché invece di trovarlo sulla porta ad attendere il furgoncino della consegna del pane, trovo che sta ancora parcheggiando lo scooter.
L’ultimo incontro, poco prima di raggiungere l’ingresso della metro, è  con una signora che esce trafelata dal portone, in compagnia di un ragazzo.

Stamattina mentre riflettevo su tutto ciò sono stata colta da un attacco di panico. Mi sono chiesta se anche io fossi su un set cinematografico stile “The Truman show” e  la sequenza delle immagini non fosse altro che l’effetto di un copione scritto da qualcuno a mia insaputa e tutti i protagonisti non fossero altro che delle comparse.
Mi è venuta voglia di gridare “Ohi ma siete veri?!, chi vi paga per inscenare tutto questo?!”. Mi sono fermata guardandomi intorno con fare circospetto e mi sono detta “Ora rallento il passo e vediamo se gli eventi si susseguono nello stesso modo.” Se così fosse  tutto dovrebbe comunque avvenire in perfetta sincronia al mio passaggio. Quindi in ordine di apparizione:  la tabaccaia, l’uomo col cane, il camion della nettezza urbana, il  ragazzo, il droghiere, la signora trafelata e  da ultimo la ragazza con lo zaino, che tutti i giorni, mentre sto scendendo le scale della metro, sbucando non so da dove, mi sorpassa e velocemente viene inghiottita nel corridoio che porta alla scala mobile.
Ho avuto paura di un esperimento simile. Potevo creare sconcerto in chi stava aspettando il mio passaggio e che,  differentemente da me, vive in maniera rassicurante questi incontri così sincronizzati.
Mi sarebbe dispiaciuto deludere qualcuno. Allora ho mantenuto il solito passo ed ho pensato, che domani, così tanto per mettere in difficoltà gli operatori del set  nel proporre le loro inquadrature,  cambierò percorso come atto di ribellione, proprio come nel film, quando Truman, avendo scoperto l’inganno, preferisce fuggire dalla calma rassicurante della sceneggiatura  e decide che l’imprevedibilità nella vita sia molto più eccitante del riproporsi di eventi tutti monotonamente uguali.

p.s. Ma poi, per chi tutti i giorni prende autobus, metro, treno, pullman la vita è davvero così prevedibile?!!!

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Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
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11 risposte a THE TRUMAN SHOW – SEQUENZA DI UN’ABITUDINE MATTUTINA

  1. vagoneidiota ha detto:

    Oh, si.
    Sarebbe tutto uguale se non volessimo vederlo in maniera diversa.
    All i’m sayin’ (original mix) – allovers feat. Lisa shaw

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    È un bel post. Acuto lo spunto. e riflessioni e svolgimento di qualità professionale.
    Contrariamente a quanto io penso tu pensi di te stessa, scrivi bene.
    E contrariamente anche a quanto, ahimè, capita di leggere nel web. 🙂

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    • lacantatricecalva ha detto:

      Tenero narratore di fiabe e di storie cariche di intelligente ironia, il tuo commento non può che commuovermi. Spesso rileggo ciò che scrivo. Non tutto mi piace, ma mi sto divertendo e come ti ho già confessato, questo “incontrare” tante persone che nel narrare le loro storie lasciano emergere se stesse, il loro carattere, la loro personalità, la trovo una bella scuola di vita. Spesso ci soffermiamo solo sull’immagine che l’altro ci rimanda e non abbiamo il tempo e la voglia, per puro preconcetto, di scendere nel profondo. Così invece, senza conoscere il volto dell’altro, scopriamo parte della sua anima. Ho scoperto tanti blogger che scrivono splendidamente, tanti che si esprimono pubblicando delle foto bellissime, altri ancora riescono a creare una storia con un semplice tratto di matita. Grazie, sinceramente grazie 🙂

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Hai detto una verità: “senza conoscere il volto dell’altro, scopriamo parte della sua anima”.
        Spesso il volto, anzi, e l’incontro di persona, possono addirittura distrarre o addirittura in base al nostro vissuto, farci soffermare su dettagli esteriori, che diventano motivo di giudizio predominante mentre al contrario dovrebbero avere peso irrilevante rispetto ad altre peculiarità.
        Dici giustamente. Soffermarsi su uno scritto, magari anche qualsiasi, di ordinaria quotidianità – rivela molto. Anche se non concorre la componente calligrafica, notoriamente significativa e in casi giudiziari, base di perizia! 🙂
        Ringrazio io te 🙂

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  3. diapasonred1962 ha detto:

    A volte incontro(avo) una donna che sull’autobus leggeva dei libri di A.Y…a volte -molto di rado- capitano incontri così 🙂
    Grazie cara Lo

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  4. Pendolante ha detto:

    Ti scopro pendolare. Che piacevole sorpresa. Io non credo però si tutto uguale. Certo, gli orari, i pendolari abituali, ma ogni giorno qualcosa cambia, qualcuno si aggiunge, si toglie, cambia. E piccoli grandi avvenimenti si possono osservare

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    • lacantatricecalva ha detto:

      Ebbene sì cara pendolante, pendolo anche io. In effetti mi sono divertita a giocare con le immagini e le persone che accompagnano il mio passaggio mattutino, ma se venissero meno mi mancherebbero, perché dietro ogni volto che incontro mi figuro una storia. In realtà è la curiosità che mi porta ad osservare. Ed è sempre piacevole la sorpresa nello scoprire che si può aggiungere del nuovo al nostro quotidiano, anche un sorriso ed un saluto “fuori programma”, che danno un senso di umanità.

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  5. aure1970 ha detto:

    Come sempre sul tuo blog leggo storie interessanti e ben scritte.
    Un unico consiglio: la mattina non cambiare percorso per nessun motivo!
    Non possiamo calcolarne le conseguenze!
    Mio nonno una mattina ha cambiato strada ed è scoppiata la Prima Guerra Mondiale. 🙂

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    • lacantatricecalva ha detto:

      Hai perfettamente ragione, dati i tempi potrei creare confusione e qualcuno potrebbe pensare che abbia intenzione di raggiungere la stazione Termini, chissà con quali conseguenze! Direi che è proprio difficile calcolare le conseguenze 🙂
      Anche io seguo sempre le tue storie con molto interesse. Grazie 🙂

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