PARRUCCA – 2

Leone_con_parrucca

Molti si saranno chiesti perché uno degli articoli si chiamasse “Parrucca 1”. Ebbene perché ha un seguito … Dopo quasi un anno che indossavo la parrucca, sempre la medesima, mi sono un po’ scocciata. Considerando che da sempre mi piace giocare con me stessa, guardarmi allo specchio e vedere riflessa sempre la stessa “infedele”immagine di una me, che a mala pena cominciavo a conoscere e ad accettare, mi è sembrato di una staticità insostenibile.

Una sera mentre sono a cena con una carissima amica, le racconto che avrei voglia di cambiare, di giocare un po’ di più, ma  le parrucche costano. Ho provato con i cappelli, i turbanti, ma non riesco a portarli con disinvoltura. Lei mi dice che una sua amica, che purtroppo si era dovuta sottoporre alla chemioterapia, per un periodo ha dovuto indossare la parrucca. Anzi ne aveva comperate una collezione, poiché aveva trovato un negozio dove costavano davvero molto poco. Ovviamente non di altissima qualità, ma accettabili, soprattutto se l’intento era quello di voler ogni tanto cambiare look. Mi dice che mi fornirà l’indirizzo appena possibile.

L’indirizzo arriva il giorno dopo su whatsapp. Controllo su google maps dove è ubicato il negozio, e visto che nessuna amica o amico a breve era disponibile ad accompagnarmi, decido di andare da sola all’uscita dal lavoro. Raggiungo il negozio e arrivata lì, controllo perplessa il numero civico. Non c’è alcun dubbio è esatto… Telefono alla mia amica “Scusa mi confermi l’indirizzo per favore?”  L’indirizzo viene confermato. “Hai idea dove mi trovo? Sono di fronte ad un sexy-shop, con degli articoli in vetrina inequivocabili, un bar con tavoli fuori pieno di turisti che sorseggiano bibite al sole, che si affaccia proprio davanti … ” e lei mi risponde “Lo so, ma fidati dentro ha tante parrucche, e lui (lei?) è molto disponibile”.

A quel punto immagino la scena. Io entro, mi guardo attorno, e poi candidamente dico “Salve! vedo che ha tanti articoli interessanti sui quali mi soffermerei volentieri, ma vede io sono qui per le parrucche. E non perché mi occorrano per travestirmi, per scena o per cavoli miei, ma perché sono calva ….

Mi sono detta “Sono pazza, non ce la farò mai!  Immagina le risate di quello quando glielo dico!”. Poi ho pensato che uno che gestisce quel tipo di attività di richieste particolari deve averne sentite tante, e quindi perché si sarebbe dovuto scandalizzare proprio della mia! Insomma, in vetrina c’era di tutto un po’, la mia richiesta sarebbe stata decisamente banale rispetto a tante altre. Ho deciso. Entro!  Più o meno è andata proprio così. Ho chiesto di vedere delle parrucche. “Ha già un’idea?” mi ha domandato. Ed io “No, sono una calva novizia o poco più. Anzi gradirei suggerimenti”.

Così, mentre entravano le persone più disparate, con le idee decisamente più chiare delle mie su cosa chiedere e su cosa erano venute a cercare, il proprietario, ha tirato fuori la collezione di parrucche, dando suggerimenti su taglio, colore, frangia, manutenzione ecc.ecc. Insomma dopo un’ora di conversazione, in cui ho scoperto che il proprietario era davvero una persona carina, disponibile e anche un po’ filosofo, sono uscita con due parrucche. Una scura, capelli lunghi e l’altra, decisamente troppo divertente per perderla, capello corto stile Nikita,  rosso fuoco.

Le parrucche non hanno avuto un grande utilizzo. Anche se mi riprometto di andare e magari con più calma e serenità, trovarne una più adatta. In ogni caso quest’esperienza mi è servita. Mi sono messa in gioco in un contesto che non avevo preso in considerazione, senza però inventarmi nulla, presentandomi per quella che sono. E vi posso assicurare, che lì in quel negozio, mi sono sentita accolta e capita più che in altre situazioni. Certo i trans che entravano mi guardavano inizialmente con curiosità (vedi Liviano hai ragione, è solo una questione di punti di vista!) ma poi erano tutti molto gentili e simpaticamente partecipi. E’ servito per rompere il ghiaccio, scongelare me stessa, se volete. E in situazioni tali, o decidi di metterti in gioco e sfoderare tanta autoironia, oppure è meglio che lasci stare. Perché quello che volevo evitare (e il rischio c’ era) era quello di presentare una me patetica, afflitta e triste.  Certo triste lo ero, arrabbiata anche. Ma a cosa sarebbe servito lì, raccontare della mia rabbia, della mia delusione di fronte alle cure che proprio non cambiavano “un capello” alla situazione? Sono andata lì per giocare. E se le altre per vedersi diverse entrano nei camerini a provarsi i vestiti, io entro nei camerini, seppure di un porno shop, a provarmi le parrucche.

 

Annunci

Informazioni su lacantatricecalva

Se non fossi come sono, mai avrei iniziato a scrivere un blog e mi sarei persa un sacco di cose. Tipo.. ma che cos'è un Gravatar?! Bene se non ho fatto casini, almeno ad una cosa aprire un blog è servito.
Questa voce è stata pubblicata in Come giocare con la propria immagine e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a PARRUCCA – 2

  1. nadia ha detto:

    Sei stata grande! Perché non me lo hai chiesto ? ti avrei accompagnato volentieri, la prossima la scegliamo insieme .

    Liked by 1 persona

  2. Marco ha detto:

    Honi soit qui mal y pense!!!

    Liked by 1 persona

  3. Mela ha detto:

    sarebbe stato bello accompagnarti al sexy-shop…..l’avrei fatto passare come esercizio dei dieci minuti!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...